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Sandro's Trips

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La grotta di Nereo

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Immersioni - Sardegna

Questa famosa grotta prende il nome dalla mitologia greca: Nereo, figlio del dio Ponto e della dea Gea (la madre Terra), viveva tra i fondali del mare, era considerato vecchissimo ed avente il dono della profezia. La grotta a lui dedicata è nota come la più grande del Mediterraneo e forse di tutta l’Europa, i suoi tunnel lunghi centinaia di metri disegnano percorsi dentro la roccia di calcare ricordando lontanamente la forma della lettera A.

La grotta di Nereo si trova in Sardegna, sotto la Punta dell’Asino a circa 150m da Capo Caccia, qui vi è l’entrata più profonda (33m) e dove iniziano la maggior parte delle immersioni. I tunnel interni sono molti e danno luogo a numerosi percorsi, profondi e non, adatti ai sub più esperti ma anche ai novizi che vogliono provare l’ebbrezza di un’immersione speleo. Sono stati contati più di dieci ingressi, le entrate sono ad ogni altezza e presenti sui due lati della Punta, grazie a ciò è possibile fare diverse immersioni nella stessa zona e vedere ogni volta ambienti diversi.

La vita in questa grotta è davvero varia, si possono incontrare moltissime specie di pesci quali occhiate, saraghi, corvine. Ci sono inoltre un paio di gronghi di notevoli dimensioni che girano per la struttura. All’esterno ci sono molte cernie e murene di grossa taglia e sono inoltre numerosissimi i granchi e le cicale che abitano nascosti tra gli anfratti della roccia. E' possibile trovare granchi facchino, stenopus, galatee, cicale, aragoste, astici. È da notare, inoltre, che le pareti ed i soffitti di questa grotta sono tappezzati di spugne colorate come la Clathrina clathrus, di spirografi e, in qualche anfratto, è ancora possibile trovare un po’ di corallo. Per quanto riguarda quest’ultimo c’è da dire che nel 2003 la temperatura dell’acqua, aumentata di parecchi gradi, ha reso impossibile la vita del corallo. Questo aspetto e la frenetica attività di pesca dei corallari hanno fatto si che al giorno d’oggi per vedere del corallo bisogna andare nei negozi di collane.

Tornando alla grotta, la scoperta risale al 1957 ed è da attribuire a Musu e Solini, due subacquei locali. La leggenda vuole che Falco e Novelli la riscoprirono durante una battuta di caccia.

Nella zona di Capo Caccia si contano più di 100 grotte, è un vero e proprio paradiso per gli speleo sub e per chiunque sia attratto dalle immersioni in cavità e all’oscuro, un paradiso appunto… da vedere ed esplorare.