Snorkeling a Ras Mohammed |
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| Luoghi - Sharm el Sheikh | |
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Il Parco Nazionale di Ras Mohammed, una riserva marina di ben 480 km2, è situato nel sud della penisola di Sinai tra il golfo di Suez ed il golfo di Aqaba. Questo imponente parco, fondato nel 1989, è il secondo più grande al mondo, misura ben 25 chilometri di barriera corallina, ma basta con i dati tecnici, si parte! La giornata inizia alle ore 7, la sveglia suona e gli occhi cercano di aprirsi, le mani si muovono svelte per spegnere quel fastidioso rumore che turba la quiete della stanza. Cerco di convincermi che la cosa migliore da fare è alzarmi, non è facile ma non ci sono alternative, o funziona oppure nel giro di un minuto torno alla fase REM. Appena in piedi spengo l’aria condizionata, la temperatura della camera si aggira intorno ai zero gradi. Dovete sapere che a Sharm di media ci sono una trentina di gradi, ma questo è valido solo per l’esterno, perché in qualsiasi luogo dove è possibile montare un condizionatore la temperatura cala vertiginosamente perciò quando vi spostate da un luogo aperto ad uno chiuso, oppure il contrario, è come effettuare un cambio climatico simile a quello che ci potrebbe essere tra la Russia d’inverno e la Sicilia d’estate. Le persone vengono in Egitto, si prendono una bella dissenteria e danno la colpa al cibo, beh secondo me l’unica colpa è questa maledetta aria condizionata! In ogni modo non dilaghiamo troppo, una volta risolto il problema del clima mi fiondo in bagno e poi a fare colazione. Il buffet mattutino del Reef Oasis non è niente male, c’è da mangiare un po’ di tutto, dal salame alle uova ai dolci. Alle 8 ci si presenta al diving e si attende l’arrivo dei clienti, gli si fa firmare un po’ di carte per toglierci da ogni responsabilità, gli si dà la maschera, il boccaglio, le pinne e si sale sul pullman.Durante il tragitto per il porto di Sharm, che dura circa dieci minuti, si fa il briefing, per la prima volta l’ho fatto io, un po’ arrancando e cercando suggerimenti sono riuscito a non dimenticare quasi nulla ed i clienti sono sembrati abbastanza soddisfatti. Il porto di Sharm è forse il luogo più incasinato di tutta la penisola del Sinai: snorkelisti, subacquei, turisti d’ogni genere, accompagnatori, venditori, marinai s’incontrano, si urtano, si spingono formando una catena umana interminabile ed indistinguibile, interrotta solo dallo sfrecciare di carrelli metallici muniti di quattro ruote e carichi di ceste e bombole. Identifichiamo la nostra barca, si chiama Over Seas, ci facciamo largo tra la folla sino a raggiungerla, viene posizionata una passerella e la gente fluisce lentamente nella barca, una volta a bordo scatta la corsa ai posti migliori, le scarpe e le ciabatte vengono lanciate nella cesta apposita, si percorre la scaletta a velocità folle ed una volta al piano superiore ci si lancia sui materassini al sole, si posizionano almeno due asciugamani a testa per garantirsi un posto abbastanza comodo. Appena la barca molla gli ormeggi divento pazzo per cercare di contare i clienti, ci sono quattro cinque bambini che corrono a destra e a sinistra in più anche gli altri passeggeri non rimangono mai fermi, insomma effettuo la conta quattro volte, e per tutte e quattro le volte viene fuori un numero diverso. Dopo aver stabilito una valida media dei passeggeri mi rilasso su un divanetto. Il caos del porto però non ci ha ancora abbandonato, le barche, di notevoli dimensioni, si avvicinano, manovrano come fossero monopattini, nessuno vuole cedere il passo, i clacson imperversano e chi lo suona più forte passa! Per nostra fortuna il mare è abbastanza calmo ed il tragitto risulta piacevole, si fanno due chiacchere, ci si conosce un po’ e poco prima di fare il primo bagno si fa un veloce briefing. Il giro in snorkeling si rivela molto emozionante, durante il bagno incrociamo sulla nostra strada un gruppo di anguille giardiniere che spuntano dalla sabbia come alghe, un paio di pesci napoleone di notevoli dimensioni, un pesce coccodrillo mimetizzato perfettamente in attesa di una preda, qualche esemplare di trigone ed infine per concludere in bellezza, in lontananza, scorgiamo una tartaruga planare delicatamente sotto la superficie dell’acqua, è davvero un bel esemplare. Una volta risaliti in barca tutti sembrano molto contenti e si parte per la prossima tappa pieni di entusiasmo. Durante il tragitto, che dura una mezz’oretta, si passa davanti al canale delle mangrovie ed al lago magico. I clienti, polleggiati al sole, hanno dei dubbi sul fatto di rientrare in acqua, ma con un po’ di sollecitazione riusciamo a convincerli a mettersi maschera, pinne e tuffarsi. Il secondo bagno è altrettanto gratificante, si passa in mezzo a degli atolli di corallo e sopra un relitto di una barca carica di water, anche in questa zona i pesci non mancano, degni di nota abbiamo incontrato una murena gigante ed un trigone. Ora le facce iniziano ad essere visibilmente stanche e nulla è più gradito di un buon pasto, nel piano inferiore della nave viene allestito un buffet e tutti mangiano contenti. Nel mentre siamo arrivati all’Isola che non c’è, un’isoletta simile ad un atollo maldiviano in mezzo al mare, a seconda della marea c’è più o meno sabbia. Dopo pranzo ci fermiamo dieci minuti sulle bianche sabbie di questa isola per prendere un po’ di sole e fare qualche foto. È ora di tornare all’albergo, molti dormono, il viaggio di ritorno richiederà almeno un’oretta, durante il tragitto il nostro video operatore fa vedere il filmato che ha girato e montato nel corso della giornata, alcuni lo prenotato altri lo guardano indifferenti. Il porto alla sera è un po’ meno incasinato ma sempre abbastanza pieno, riusciamo a raggiungere l’autobus, una volta al villaggio ci si saluta e si và a mangiare. Dopo cena la voglia di dormire è tanta, ma prima si riesce ed assistere allo spettacolo dell’animazione.
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