Immersione a Fish Head

Immersione subacquea a Fish Head

Mappa dell'immersione subacquea a Fish Head

Fish Head, anche chiamata Shark Thila o Mushi Mas Mingili Thila, è un punto d’immersione molto famoso dell’Atollo di Ari (Maldive). Questa immersione era famosa in passato per la presenza di numerosi squali grigi e squali pinna bianca, oggi invece è nota per il pesce napoleone che vi vive e che, purtroppo, è stato addomesticato a forza di uova sode. A prescindere che vediate o mento squali e pesci napoleoni questa è sicuramente un’immersione che non potete perdere.

La secca inizia ad una profondità di 6-7 metri, è medio/piccola, di forma rettangolari, con pareti rette che raggiungono il fondo ad una profondità di circa 40-45mt, la sua forma da sola varrebbe la pena di farvi un tuffo.

La seconda caratterista che la fa’ diventare un’immersione imprendibile è la straordinaria vita che vi si svolge attorno. In qualsiasi buco del reef esploriate ti troverete una murene o qualche cernia, i nudibranchi tappezzano  i fondali e una quantità sorprendente (sopratutto con corrente medio-forte) di fucilieri e pesci balestra denti rossi riempiono il blu che circonda il reef. Due o tre tartarughe si riescono sempre ad avvistare, numerosi tonni e carangidi di notevoli dimensioni innestano una danza con i pesci più piccoli. Il famoso napoleone non manca mai di venire a salutarvi, anche molto vicino.

La thila è davvero viva, potete rimanere fermi in un punto e godervi il cabaret naturale che vi circonderà.

Il livello di difficoltà è abbastanza basso, almeno che non ci sia corrente molto forte.

Immersione ad Aliwal Shoal


Aliwal Shoal è una secca di notevoli dimensioni che si trova davanti alla città di Umkomaas. Questo luogo ospita parecchi punti d’immersione ed è famoso per la quantità si squali che ospita. I diving locali lanciano i propri gommoni dal fiume e, superate le imponenti onde, si dirigono sulla secca. Ci sono principalmente due tipi di immersioni: le baiten dives e le reef dive. Nelle prime si sosta neutri a una decina di metri sott’acqua, a vista con un cestello pieno di pesce e  una miriade di squali pinna nera che ci girano intorno, se siete fortunati potete scorgere anche qualche squalo tigre. Continua a leggere

Immersione a Donkalo Thila

Immersione a Donkalo Thila nelle Maldive

Immersione a Donkalo Thila nelle Maldive

Donkalo thila è una delle immersioni più conosciute e più belle delle Maldive. Si trova a ovest, al centro del atollo di Ari, vicino al oceano Indiano. La sua fama è derivata dal fatto che da dicembre a maggior questa thila si trasforma in una unica, grande e affascinante stazione di pulizia (cleaning station) per le mante. Il fondale sabbioso e roccioso permette ai subacquei di sdraiarsi e godersi lo spettacolo. In alcuni giorni la corrente è davvero forte e, dopo un salto dal dhoni bisogna raggiungere velocemente il fondo, circa 20m, e trovare un punto dove ancorarsi. Le mante, a volte anche più di 30, girano continuamente in tondo per poi avvicinarsi al fondo dove i pesciolini pulitori ispezionano e puliscono le branchie. Se si sosta vicino a questi pesciolini queste regine del mare arrivano talmente vicine che a volta ci sfiorano con un ala. Sono, inoltre, amanti delle bollicine che escono dagli erogatori, le troverete sopra di voi ad ali spiegate che giocano con le bollicine d’aria.

Che altro aggiungere? Un’immersione davvero imprendibile se siete alle Maldive e un ottimo motivo per andarci se non siete mai stati.

Immersione al Thistlegorm

Le munizioni che puoi trovare sul Thistlegorm

Le munizioni che puoi trovare sul Thistlegorm

Il Thistlegorm SS, probabilmente il più famoso e sicuramente il più visitato relitto del Mar Rosso, era una nave da trasporto inglese. Costruito nel 1940 questo cargo a vapore dislocava ben 9.909 tonnellate, era lungo 126,5 e largo 17,5 metri, aveva in dotazione un motore a tre cilindri che sviluppava 1.860 cavalli permettendo all’imbarcazione di raggiungere una velocità massima di 10,5 nodi. Il Thistlegorm fu dotato di una mitragliatrice pesante da 4,7 pollici ed un cannoncino antiaereo da 40 millimetri. Il carico, materiale bellico per le armate, comprendeva: munizioni, mine anticarro, bombe, fucili Lee Enfield MK III, un centinaio di motociclette BSA W-M20, Matchless G3L e Norton 16H, autocarri Bedford, Morris e Ford, due carri armati leggeri Bren Carrier MK II, due locomotive a vapore Stainer 8 F complete di tender portacarbone e cisterne d’acqua per viaggiare in zone desertiche, carrelli da trasporto, generatori da campo, parti di ricambio, medicinali e stivali.

Un vagone cisterna del Thistlegorm

Un vagone cisterna del Thistlegorm

La nave salpò dal porto di Glasgow, Scozia, nel maggio del 1941 con 39 uomini, destinato a portare rifornimenti alle armate inglese stanziate in Egitto e Cirenaica (Libia). Dato che il Mar Mediterraneo era sotto il controllo delle forze tedesche, la rotta più sicura consisteva nel circumnavigare l’Africa per poi raggiungere il porto di Alessandria passando per il canale di Suez. Il Thistlegorm, era ancorato nello stretto di Gubal, in attesa di poter passare attraverso lo stretto di Suez, temporaneamente occupato da una nave che aveva urtato contro una mina.

Nella notte tra il 5 ed il 6 Ottobre due bombardieri tedeschi Heinkel He III stavano sorvolando la zona quando lo avvistarono e lo attaccarono. Due bombe colpirono in pieno la stiva numero 4 contenente le munizioni, l’esplosione fu devastante, le due locomotive sul ponte, pesanti ben 126 tonnellate ciascuna, furono scaraventate a 30 metri di distanza, la nave, divisa in due tronconi, colò a picco in assetto di navigazione. L’imbarcazione, alle ore 1:30 del 6 Ottobre 1941, raggiunse il fondale piatto e sabbioso ad una profondità di 30 metri. Il comandate e l’equipaggio furono recuperati da una nave nelle vicinanze, nove uomini perirono nel naufragio.

L'enorme elica del Thistlegorm

L'enorme elica del Thistlegorm

Il primo a scoprire il relitto fu Jacques Cousteau nel 1955, venne poi dimenticato fino al 1992, da allora è visitato giornalmente da centinaia di subacquei.

Generalmente quando ci si immerge al Thistlegorm si effettuano due immersioni, la prima p una visita esterna mentre nella secondo si entra a vedere le varie stive ed il carico.

Prima di potersi tuffare bisogna fare la sciamandura: parola tipica di Sharm, con sciamandura si intende l’ancoraggio, dato che tutti i punti d’immersione sono dentro il parco marino di Ras Mohammed, e che in questo parco è vietato utilizzare ancore, in alcuni punti sono state predisposte delle cime (sciamandure) dove le barche si posso ancorare. Questa operazione al Thistlegorm è particolarmente complicata, si devono legare due cime, una a prue e una a poppa entrambe ad una profondità di una trentina di metri. Una volta completato il lavoro si è pronti per saltare, le discese e le risalite si effettuano sempre con la cima visto che di norma c’è sempre abbastanza corrente. Arrivati al relitto si inizia un giro circolare attorno ad esso andando a vedere le locomotrici che distano qualche metro, a poppa si può ammirare il cannoncino antiaereo e subito dopo l’enorme elica, risalendo si passano a vedere i due vagoni cisterna e la cabina del comandate per poi uscire da un foro situato sul soffitto, il giro termina guardando l’argano salpa ancora.

La mappa del Thistlegorm

La mappa del Thistlegorm

Dopo un’oretta in superficie si è pronti per il secondo tour, ora una buona torcia è indispensabile, è vero che molti locali sono aperti lateralmente però sono comunque scuri e se si vuole ammirare tutto il carico è meglio dotarsi di una lampada. Generalmente si entra dalla parte distrutta dello scafo per visitare le due stive, qui si trovano i camion, le motociclette, gli stivali e tutte le parti di ricambio, i giri da fare sono molteplici e se la scorta d’aria lo permette e il computer non ha nulla da dire si può rimanere parecchio tempo all’interno.

La mappa dei punti d'immersione di Ras Mohammed

La mappa dei punti d'immersione di Ras Mohammed

Per quando riguarda la fauna, il relitto è popolato da molti pesci coccodrillo e nei locali si possono trovare branchi di pesci vetro. Nei vari buchi si può scorgere qualche murena, i pesci pipistrello di solito stanziano a mezz’acqua nel centro del relitto, se c’è corrente si possono vedere tonni e barracuda e se si è un po’ fortunati anche qualche squalo.

L’immersione non è per tutti, la profondità minima è sui 20 metri mentre il fondo è 33 metri, solitamente ci sono anche forti correnti, per potersi immergere al Thistlegom è richiesto un brevetto Adavanced, sicuramente raccomandato è il Nitrox che per questa immersione è la miscela ideale.

Immersione alla Grotta di Nereo

Immersione alla grotta di Nereo in Sardegna

Immersione alla grotta di Nereo in Sardegna

Questa famosa grotta prende il nome dalla mitologia greca: Nereo, figlio del dio Ponto e della dea Gea (la madre Terra), viveva tra i fondali del mare, era considerato vecchissimo ed avente il dono della profezia. La grotta a lui dedicata è nota come la più grande del Mediterraneo e forse di tutta l’Europa, i suoi tunnel lunghi centinaia di metri disegnano percorsi dentro la roccia di calcare ricordando lontanamente la forma della lettera A. Continua a leggere

Immersione alla Grotta dei Fantasmi

Immersione alla grotta dei fantasmi in Sardenga

Immersione alla grotta dei fantasmi in Sardenga

L’immersione nella grotta dei fantasmi è un’esperienza tra le più emozionanti che si possono fare nella zona. L’entrata è situata sotto Punta Giglio, a pochi metri di profondità e il punto più profondo è di 8 metri. Due ingressi abbastanza piccoli permettono di esplorare questa cavità. Una volta dentro si segue un percorso decisamente stretto e buio che conduce ad un sifone dal quale è possibile emergere. La roccia di questi ambienti è bianchissima e grazie all’illuminazione dei fari al led, sprigiona una luce bluastra spettrale. Continua a leggere

Immersione alla Grotta dei Cervi

Immersione alla grotta dei cervi in Sardegna

Immersione alla grotta dei cervi in Sardegna

La grotta dei cervi è una struttura di notevole importanza sotto il punto di vista scientifico perché, come indicato nel nome, contiene dei resti fossili di ossa di cervo sardo, vissuto tra i 120.000 e i 75.000 anni fa. Si suppone che alcuni esemplari di questa specie, oramai estinta, siano caduti dentro la cavità un tempo emersa e, accatastati gli uni sugli altri, siano stati inglobati nella calcite dal tempo e dagli agenti atmosferici. Con l’innalzasi del livello del mare questi giacimenti sono stati ricoperti e puliti. Continua a leggere

Immersione alla Grotta di Falco

Immersione alla grotta di Falco in Sardegna

Immersione alla grotta di Falco in Sardegna

La grotta di Falco è famosa per la presenza di corallo ad una profondità veramente minima. A soli quattro metri sotto il livello del mare è già possibile ammirare il soffitto tappezzato di rami di corallo rosso, di spugne ed altri organismi particolarmente colorati.

In questa struttura sono presenti molti pesci e crostacei. Si possono incontrare aragoste, gronghi, murene, cernie e innumerevoli specie di granchi. Ci sono inoltre numerose specie di spugne. Continua a leggere